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Barbera, Grignolino e Bonarda: differenze e segreti dei rossi del Monferrato

Il Monferrato è una delle zone vinicole più affascinanti d’Italia (modestamente 🙃), famosa per i suoi vini rossi dal carattere autentico e dalla lunga tradizione. Tra le sue eccellenze spiccano tre vitigni simbolo del territorio: Barbera, Grignolino e Bonarda (ma c’è anche la Freisa, il Dolcetto e tanti altri). Ognuno di questi vini ha caratteristiche uniche che li rendono perfetti per diversi momenti e abbinamenti gastronomici.

Scopriamo insieme le loro peculiarità, le differenze e i migliori abbinamenti.

Barbera: l’eleganza della versatilità

La Barbera è il vitigno più diffuso in Piemonte e uno dei più rappresentativi del Monferrato. È conosciuta per la sua spiccata acidità, che le conferisce freschezza e una buona capacità di invecchiamento.

  • Caratteristiche: colore rubino intenso, profumi di frutti rossi (ciliegia, prugna, mora) e note speziate nei vini affinati in legno. Al palato è equilibrata, con tannini morbidi e una buona struttura.
  • Differenze: rispetto al Grignolino e alla Bonarda, la Barbera ha più acidità e corpo, rendendola più adatta all’invecchiamento.
  • Abbinamenti: perfetta con agnolotti al sugo d’arrosto, bollito misto, tajarin al tartufo e formaggi stagionati.

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Grignolino: l’eccentrico dal carattere vivace

Il Grignolino è un vino che sorprende per la sua leggerezza e il suo carattere imprevedibile. Il nome deriva dal termine dialettale “grignole”, che indica i vinaccioli presenti in grande quantità negli acini, responsabili della sua tannicità.

  • Caratteristiche: colore rosso chiaro tendente al granato, profumo floreale e speziato con note di pepe bianco e frutti di bosco. In bocca è fresco, leggermente tannico e con un finale persistente.
  • Differenze: è il più delicato dei tre, con una struttura più leggera e una maggiore freschezza aromatica.
  • Abbinamenti: si sposa bene con salumi, tartare di fassona, fritto misto alla piemontese e piatti di pesce dal gusto deciso come il baccalà mantecato.

Ma non solo! Il Grignolino ha anche una straordinaria capacità di evolvere nel tempo, come dimostra la sua versione Grignolino Riserva e, ancor di più, il Monferace. Questo vino, nato da un progetto di valorizzazione del Grignolino invecchiato di cui facciamo parte dal 2021, dimostra come questo vitigno possa acquisire nobiltà e profondità con l’affinamento.

Dopo almeno 40 mesi di maturazione, di cui 24 in legno, il Monferace rivela un’eleganza sorprendente: i tannini si ammorbidiscono, le note speziate si intensificano e la struttura si arricchisce, offrendo un sorso più complesso e armonico. Un’ulteriore prova che il Grignolino non è solo freschezza e immediatezza, ma anche longevità e carattere.

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Bonarda: la morbidezza dell’anima frizzante

La Bonarda, nel Monferrato, è spesso associata al vitigno Croatina. È un vino che si distingue per la sua rotondità e per la versione tradizionale leggermente frizzante, molto apprezzata per la sua bevibilità.

  • Caratteristiche: colore porpora, profumi di frutti di bosco, violetta e spezie dolci. In bocca è morbida, con tannini setosi e una piacevole vivacità.
  • Differenze: rispetto alla Barbera e al Grignolino, la Bonarda è generalmente più morbida e meno acida.
  • Abbinamenti: ottima con salumi piemontesi, brasati, funghi porcini e formaggi a pasta molle.

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Quale vino rosso scegliere in Piemonte?

Se cerchi un vino strutturato e longevo, scegli la Barbera. Se preferisci un rosso leggero, vivace ma che può  sorprenderti, il Grignolino fa al caso tuo. Per un sorso morbido e conviviale, la Bonarda saprà conquistarti. Qualunque sia la tua scelta, il Monferrato ha sempre un calice pronto per brindare!

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